13 agosto 2008

Folletti della vigna

Sono cresciuto in aperta campagna e a un certo punto ho scoperto il vino... Elemento fondamentale nella cultura, nella tradizione e nella sopravvivenza economica della Romagna. Se poi aggiungiamo che la vendemmia è il momento dell'anno che mi piace di più...
La vigna è quindi il luogo dove tutto converge: il contatto con la terra, la soddisfazione di raccoglierne i frutti, il lavoro che ha sollevato dalla povertà tante famiglie nel dopoguerra (compresa la mia), i canti popolari, le filastrocche e le chiacchiere in dialetto della gente "qualunque".
I folletti sono presenti nella cultura di molti paesi d'Europa... il Leprecauno in Irlanda, i Tomtar in Scandinavia, e anche in Romagna ce n'è qualcuno (ad esempio il Mazapegul). Questi esserini immaginari rappresentano quindi una linea d'unione tra tante culture lontane, tra strascichi di credenze pagane che ancora sopravvivono, ed anche tra le sonorità della musica popolare di tanti paesi diversi.
Quindi "folletti della vigna" è un nome che credo rappresenti bene questo progetto, nelle intenzioni e nella sostanza. Si tratta di un collettivo "aperto", magari chi fino a ieri ci suonava la chitarra da domani non potrà più... Per me sono importanti tutti i contributi, da uno strumento suonato in un disco intero o in una canzone sola, a una foto o un disegno di copertina, o anche soltanto un bicchiere bevuto insieme che abbia dato seguito a discorsi dagli spunti interessanti.
Questo progetto mi permette anche di cominciare a usare suoni campionati, in un modo un po' particolare (rumori registrati nei boschi oppure bottiglie ed altre percussioni "domestiche") e di sovraincidere il basso elettrico molte volte ed utilizzarlo sia per le parti ritmiche che per quelle più melodiche.

1 commento:

Genny Mancin ha detto...

ciao Folletto passo per un saluto!

interessante questo post......
un'unione tra tradizioni....vino ...folletti e tanta buona musica!