13 agosto 2008

Cosa mi ha portato fin qui

I primi acquisti musicali risalgono ai tempi delle medie, quando nell'unico negozio di dischi di Alfonsine compro due cassette: "Briefcase full of blues" dei Blues Brothers e "The times they are a-changin" di Bob Dylan (il CD audio a quei tempi era ancora un oggetto di lusso per pochi). Prima, avevo ascoltato soprattutto i cantautori che andavano per la maggiore nell'autoradio di mio babbo, e che ancora mi piacciono.
Poi mi capita tra le mani una chitarra in disuso. Ma dopo qualche accordo mi rendo conto che sono altri i suoni che voglio strimpellare e mi procuro un basso elettrico, e poi arrivano i Clash, la distorsione sociale del punk, gli intrecci di suoni, e poi le canzoni di protesta e la musica popolare. Ci sono i Modena City Ramblers, i Gang, i Pogues dentro queste emozioni, ma anche Manu Chao e i Mano Negra, e le contaminazioni balcaniche di Emir Kusturika e Goran Bregovic, e le favole in dialetto dei cantastorie di paese.
In questi anni accade quindi che mi trovo sul palco con i Work in Progress, gli Skizzo di Brutto, i Cracken Baires, e infine con i Rumori Molesti! e ho avuto la fortuna di incontrare personaggi come Uxmak (con cui ho iniziato lo studio della cornamusa) e Franco (l'artigiano che costruisce e rammenda le cornamuse e che ha salvato dall'estinzione la Piva Emiliana).
Comunque, una cosa che ho imparato dai primi 30 anni su questo pianeta è che siamo solo di passaggio su questa terra. Ballate, cantate, suonate, gridate, divertevi, mescolate i suoni che vi piacciono e regalateli a chi volete bene.

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